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a novara, in corso xxiii marzo

Casa rifugio per donne vittime di violenza nell’alloggio confiscato alla mafia

Casa rifugio per donne vittime di violenza nell’alloggio confiscato alla mafia

Il negozio diventerà invece centro di monitoraggio per azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose sul territorio.

Ultimo aggiornamento: 07 Agosto alle ore 18:25

Una casa rifugio per donne vittime di violenza nascerà in uno dei beni confiscati alla criminalità organizzata a Novara e attribuito al Comune, che sarà presto oggetto di un intervento di ripristino.

Casa rifugio per donne maltrattate

“La Giunta – spiega l’assessore alla Cura della Città Mario Paganini – ha stabilito di intervenire con alcune migliorie all’interno dell’appartamento in corso XXIII Marzo 177: quando questo era diventato parte del patrimonio dell’Ente, nel 2017, era stato verificato che i locali non erano subito utilizzabili a causa di problemi di carattere strutturale, impiantistico e di conformità edilizia. Nel frattempo il nostro Ufficio tecnico ha elaborato un progetto di recupero che ha partecipato a un bando della Regione Piemonte e ottenuto un finanziamento massimo del cinquanta per cento delle opere previste, pari a 34.000 euro. Gli interventi prevedono l’esecuzione di opere manutentive di natura straordinaria per il recupero, l’adeguamento funzionale alle normative tecniche vigenti e la riqualificazione di due beni immobiliari, un’unità abitativa e una commerciale. Il recupero dell’immobile, come previsto dal bando regionale e dalla legge nazionale sui beni confiscati, è legato al suo riutilizzo per scopi sociali di presidio territoriale: nell’unità commerciale sarà creato un centro di monitoraggio e presidio per azioni di contrasto alle infiltrazioni mafiose sul territorio, gestito da un’associazione attiva in questo campo, mentre l’appartamento sarà dedicato alla creazione della prima “casa rifugio” del territorio novarese di emergenza abitativa per donne vittime di violenza”.

Nel Programma opere pubbliche 2019-2021

Gli interventi sono stati inseriti nel Programma delle Opere pubbliche 2019-2021, “già approvato nel 2018 – ricorda l’assessore – dal Consiglio comunale per un importo complessivo di 68.000 euro. Una parte sarà finanziata dal Comune, mentre l’altra, come detto, attraverso il contributo regionale in quanto il progetto, redatto dal Servizio Lavori pubblici del Comune, rientra nella più ampia attività dell’assessorato alle Politiche per la Famiglia della Regione Piemonte per la creazione di nuovi centri anti-violenza e di soluzioni di accoglienza in emergenza e di secondo livello per le donne vittime di violenza, sole e con figli e figlie”.