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Candidati alle regionali: si spacca il Pd novarese

Candidati alle regionali: si spacca il Pd novarese

Il percorso unitario invocato dal neosegretario nazionale Zingaretti si arena in direzione provinciale.

Ultimo aggiornamento: 14 Marzo alle ore 17:22

Le primarie del Pd non hanno chiuso un ciclo tribolato (e perdente) per i dem, come si pensava dopo gli appelli all’unità lanciati dal neosegretario nazionale Nicola Zingaretti, ma, anzi, sembra che abbiamo aperto ulteriori fronti di spaccature. Almeno a Novara, dove il percorso unitario, tanto auspicato da tutti, si è subito interrotto mercoledì sera, nell’ambito della direzione provinciale che doveva individuare i candidati alle regionali del 26 maggio.

La dirigenza si è spaccata

Da una parte la cordata di Matteo Besozzi, Franca Biondelli, Giuliana Manica e altri dieci rappresentanti ha proposto di individuare i candidati attraverso una consultazione interna, in una sorta di primarie in miniatura per intenderci, dall’altra la proposta di Rossano Pirovano ed Elena Ferrara, con altri cinque membri, di ricandidare i due consiglieri uscenti, Augusto Ferrari e Domenico Rossi, che stanno terminando il loro primo mandato.
Due posizioni antitetiche, che hanno visto prevalere l’ipotesi di una consultazione interna, non senza dissapori evidenti.
La prima ipotesi è stata espressa in un documento che considera come “l’ampia partecipazione per l’elezione del segretario nazionale” costituisca un segnale di rilancio del partito e che tutto ciò “abbia dato nuovo vigore al ruolo del Pd quale unica alternativa alle forze populiste che governano il Paese”. Non solo, ma l’imminente scadenza elettorale costituisce “un’importante occasione per tornare a vincere un appuntamento elettorale anche valorizzando l’attività dell’amministrazione Chiamparino”. Detto questo , secondo i firmatari, visto che la provincia di Novara può esprimere tre candidature, ma potrebbero essercene anche altre, che la direzione provinciale deve individuare i candidati e poi sottoporli all’approvazione della direzione regionale (fissata per il 29 marzo) e, infine che “nelle precedenti elezioni la lista della provincia di Novara non ha visto tutelata la rappresentatività di genere”, ha chiesto che i candidati, nel caso in cui le candidature proposte risultino superiori a tre, venissero “individuati attraverso una votazione degli iscritti del Partito Democratico” e che il risultato delle consultazioni fosse “considerato quale indicazione della direzione provinciale ai fini dell’individuazione dei candidati per il Consiglio regionale”.
Un vero sasso nello stagno, la cui approvazione ha destabilizzato la direzione provinciale.

Sabato in edicola approfondimenti e dichiarazioni.

s.d.

Un commento

scusate la rapprentativa di genere si riferisce alle donne ? da donna con la d maiuscola una donna non la voterei mai sono troppo “creative ” come si usa dire oggi fra le ragazze insultando l’amica