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Bandiera francese sul balcone del Municipio di Cuneo

Bandiera francese sul balcone del Municipio di Cuneo

Un gesto di amicizia verso i cugini francesi e all’insegna dei valori più profondi dell’Europa.

Ultimo aggiornamento: 08 Febbraio alle ore 12:14

Da oggi, sul balcone del Municipio di Cuneo, sventolano le bandiere dell’Italia, dell’Europa e della Francia. Lo riportano i colleghi del giornaledicuneo.it

Gesto d’amicizia verso i cucini francesi

La decisione è stata assunta dall’Amministrazione comunale in seguito all’annuncio di Parigi di aver richiamato l’ambasciatore di stanza a Roma.

“Un gesto di amicizia verso i cugini francesi e all’insegna dei valori più profondi dell’Europa che non possono essere messi in discussione e strumentalizzati a fini elettorali” commenta il sindaco Federico Borgna.

Parigi richiama l’ambasciatore: non succedeva dal 1940

La Francia ha richiamato a Parigi per consultazioni l’ambasciatore a Roma Christian Masset. Lo annuncia una nota durissima del Quai d’Orsay che parla di “attacchi senza precedenti dalla fine della guerra e senza fondamento” e “dichiarazioni oltraggiose” da parte del governo italiano. Non succedeva dal 1940  quando il Regno d’Italia entrò in guerra contro la Francia, consegnando la dichiarazione all’allora ambasciatore André Francois-Poncet.

L’accusa: “Essere in disaccordo è una cosa, strumentalizzare la relazioni a fini elettorali è un’altra”, aggiunge il ministero degli Esteri francese.

Lega e 5 stelle

In comizio per le elezioni regionali abruzzesi, il vicepremier Matteo Salvinirincara la dose, queste le sue parole:

“A Parigi si sono offesi. Io non voglio litigare con nessuno, non voglio polemiche, voglio risolvere problemi. Però negli ultimi due anni al confine tra Francia e Italia i signori generosi e accoglienti ci hanno rimandato indietro 60mila immigrati e da decenni ospitano 15 terroristi che dovrebbero essere in galera in Italia. Ci rimandino indietro questi delinquenti, la smettano di mandarci di qua i clandestini e noi torniamo a parlare con tutti”.

Il leader della Lega aggiunge:

“sono disponibile anche a incontrare il presidente Macron e il governo francese, sederci a un tavolo e affrontare, per quanto riguarda le mie competenze, tre questioni fondamentali. Stop con i respingimenti, stop con i terroristi italiani in Francia e basta danneggiare i nostri lavoratori pendolari che sono letteralmente vessati ogni giorno alle frontiere francesi da controlli che durano ore”.

Il sottosegretario agli Esteri, Manlio Di Stefano, esponente pentastellato:

“Nessuna crisi diplomatica, almeno da parte nostra. La loro semmai è una provocazione. Erano abituati ad avere sudditi in Italia, certo che ora notano la differenza”

E al ministero degli Esteri francesi che ieri ha definito «inaccettabile» l’incontro del vice premier Luigi Di Maio con i Gilet gialli a Parigi, Di Stefano risponde: «Noi abbiamo il pieno diritto di fare incontri politici in vista di eventuali operazioni al Parlamento europeo pre o post elezioni – sottolinea – e non riteniamo ci sia nulla di offensivo nei confronti dei francesi che devono stare tranquilli della nostra alleanza e vicinanza”.

L’opposizione

Lia Quartapelle, capogruppo Pd in commissione Esteri della Camera, afferma:

“Ci possono essere frizioni, scontri tra interessi divergenti, scambi franchi di vedute. Ma la sfida strafottente, per provare a prendere voti, è un’altra cosa. Davvero vogliamo far prevalere la voglia di fare una campagna per le europee rispetto agli interessi dei nostri cittadini, delle nostre aziende, dei nostri studenti? Campagna elettorale sulla pelle dell’Italia? “.

La presidente del gruppo Forza Italia alla Camera, Mariastella Gelmini:

“Questo governo sta cancellando settanta anni di politica estera italiana – con danni ingentissimi che saranno prolungati nel tempo. La cifra di questo governo, in particolare nello scenario europeo, è la ricerca di nemici e lo scontro a fini di consenso elettorale. Di Maio e Di Battista con i gilet gialli apparirebbero solo ridicoli se non rappresentassero una indebita ingerenza nella politica interna di un Paese che è comunque nostro partner, alleato e cofondatore dell’Europa”.