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Amava definirsi Cuoco: ricordando Andrea Ferrari

Amava definirsi Cuoco: ricordando Andrea Ferrari

Cordoglio per il noto chef oleggese titolare del Ristorante Rià di Mezzomerico.

Ultimo aggiornamento: 11 Luglio alle ore 11:34

Amava definirsi Cuoco. Un grande Cuoco, una persona meravigliosa; un guerriero che ha lottato fino all’ultimo lasciando a chi resta il ricordo di un grande amore, per la sua famiglia e per il suo lavoro. Andrea Ferrari, 55 anni, oleggese e titolare del Ristorante Rià di Mezzomerico, si è spento domenica 7 luglio.

Amava definirsi Cuoco

Amava definirsi Cuoco, non chef, e racconta la sua storia, quella della sua famiglia e quella del suo mestiere nel libro “Il cuoco. La ricetta dell’amore”, presentato al museo civico di Oleggio. Proprio nel libro Ferrari ha raccontato i passi che lo hanno portato verso la carriera del cuoco: i suoi nonni sono stati gli ultimi gestori dell’Albergo Cuoco in città, prima di loro i suoi bis nonni; poi il padre aveva voluto allontanarsi dalle cucine scegliendo la strada del geometra e Andrea ha invece voluto ritornare sulla strada della ristorazione. Lascia alla sua famiglia, la moglie Paola, le figlie Benedetta e Francesca, mamma Teresa e la sorella Giuseppina, il suo grande amore e l’affetto con cui ieri, mercoledì 10 luglio, amici, clienti, coscritti e conoscenti hanno voluto salutarlo un’ultima volta.

“Il cuoco. La ricetta dell’amore”

“La volontà di Andrea di presentare il libro al museo – commenta Jacopo Colombo, responsabile del Museo Civico oleggesehttp://museo.comune.oleggio.no.it/ – è stato un po’ come il desiderio di fermare la memoria della sua famiglia in un luogo che si occupa di conservare la memoria. Sempre al museo ha voluto anche donare la divisa del collegio di suo padre degli anni Trenta, un ultimo gesto in ricordo delle generazioni che lo hanno preceduto”. Apprezzamenti anche dalla professoressa Simona Masciaga, docente all’Università di Messina, ma originaria di Oleggio, che aveva recensito e presentato il libro di Andrea Ferrari quando era  stato in biblioteca a Bellinzago ne aveva parlato così: “Un tuffo nel passato corredato di sapori e odori genuini, passione viva, di quella che pulsa nelle vene fino a farle scoppiare, rispetto, dedizione e amore incommensurabile, ecco come appare al lettore attento il romanzo “Il cuoco, la ricetta dell’amore” di Andrea Ferrari”.