L’estate 2026 è stata la più calda degli ultimi 70 anni in Piemonte. A stabilirlo è l’ultimo rapporto di Arpa Piemonte sull’estate meteorologica, considerata nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 31 agosto. La temperatura media regionale è stata di 21,6 gradi, con un’anomalia positiva di 3,1 gradi rispetto alla norma climatica di riferimento del periodo 1991-2020.
Il dato supera di circa mezzo grado il precedente primato, stabilito nel 2003 e rimasto imbattuto per oltre due decenni. Secondo l’analisi dell’agenzia ambientale, il nuovo record è il risultato del contributo di tutti e tre i mesi estivi, ciascuno collocato al secondo posto nella rispettiva serie storica. Giugno e agosto sono stati preceduti dal 2003, mentre luglio è risultato inferiore soltanto al 2015.
Il giorno più caldo a fine luglio
L’anomalia termica è rimasta positiva per quasi tutta la stagione: soltanto 8 giorni su 92 hanno registrato valori inferiori alla norma. Il giorno più fresco è stato il 5 giugno, con una media delle temperature minime pari a 10,1 gradi. La giornata più calda è invece risultata quella del 30 luglio, quando la media delle temperature massime sull’intero territorio piemontese ha raggiunto 30,9 gradi.
Il rapporto segnala anche numerosi primati relativi alle temperature minime giornaliere più elevate, un indicatore delle condizioni di disagio fisico durante la notte. I valori più significativi sono stati rilevati in diversi centri urbani, tra cui Torino, Novara e Verbania, con temperature prossime o pari a 27 gradi.
Caldo persistente e siccità
Arpa attribuisce il primato stagionale alla presenza di un vasto e persistente promontorio anticiclonico di matrice africana sul Mediterraneo. La configurazione ha favorito l’afflusso sul Piemonte di aria calda e umida da sudovest, determinando condizioni di stabilità atmosferica e temperature elevate.
La stabilità è stata interrotta in più occasioni dall’infiltrazione di aria più fresca in quota, che ha favorito lo sviluppo di temporali intensi. I fenomeni, verificatisi soprattutto tra l’inizio e la fine di giugno, il 10 e l’11 luglio, il 3 agosto e nell’ultima decade di agosto, sono stati accompagnati anche da grandinate di grosse dimensioni e forti raffiche di vento.
Nei capoluoghi regionali sono state rilevate quattro ondate di calore. La prima era già iniziata a maggio, la seconda si è verificata nella seconda metà di giugno e la terza a luglio, con temperature meno marcate. L’ultima, cominciata alla fine di luglio e proseguita oltre la metà di agosto, è stata la più lunga.
I giorni con temperature massime superiori ai 30 gradi sono risultati più numerosi della media in tutti i capoluoghi. Anche le notti con minime oltre i 20 gradi hanno superato i valori abituali, con il dato più alto registrato a Novara: 65 notti tropicali.
Il caldo prolungato e la siccità hanno infine favorito l’innesco e la propagazione di incendi boschivi, soprattutto dai primi di luglio e nella prima settimana di agosto. La durata dei roghi è stata agevolata dalle condizioni meteo-climatiche, mentre le precipitazioni diffuse arrivate verso la fine della seconda decade di agosto hanno contribuito al loro spegnimento.