Dal 18 agosto 2026 chi pesca sul Lago d’Orta dovrà rispettare un regolamento unico, valido su entrambe le sponde. La nuova disciplina è stata approvata dal consiglio provinciale di Novara dopo un confronto con la Provincia del Verbano Cusio Ossola e il via libera delle due prefetture coinvolte.
Il provvedimento supera la frammentazione normativa che per anni ha caratterizzato il bacino. Misure minime, periodi di divieto e modalità di prelievo potevano infatti cambiare a seconda della sponda dalla quale si praticava l’attività. L’obiettivo è rendere le prescrizioni più chiare per i pescatori e semplificare l’attività di vigilanza.
Vietati ecoscandagli e strumenti elettronici
Il lago resta classificato come acqua principale, ma la pesca professionale continua a essere vietata. Sono ammesse esclusivamente le attività dilettantistiche e ricreative, nel rispetto dei limiti fissati dal nuovo testo.
Tra le principali novità c’è il divieto di utilizzare ecoscandagli e strumenti elettronici in grado di individuare in tempo reale le rotte o i banchi di pesci sotto la superficie durante l’azione di pesca. La misura punta a evitare prelievi eccessivi e a impedire l’impiego di apparecchiature avanzate per localizzare la fauna ittica.
Il regolamento stabilisce inoltre criteri uniformi per le misure minime e introduce limiti al trattenimento di alcune specie autoctone considerate a rischio. Per alcune di esse è previsto il divieto assoluto di conservazione in nassa almeno fino alla fine del 2026.
Controlli coordinati tra le due sponde
L’allineamento delle norme tra Novara e Vco dovrebbe agevolare chi si sposta in barca e consentire verifiche più omogenee. I controlli saranno affidati a carabinieri forestali, guardie provinciali e agenti ittici, chiamati a verificare il rispetto dei divieti e dei limiti di cattura.
Il presidente della Provincia di Novara, Marco Caccia, ha definito il regolamento unico il risultato di un lavoro istituzionale tra territori che condividono lo stesso patrimonio naturale. Secondo Caccia, la gestione coordinata dovrebbe garantire maggiore chiarezza, efficacia e attenzione alla conservazione dell’ecosistema.
Il consigliere provinciale delegato a caccia e pesca, Giuseppe Maio, ha sottolineato che la fauna ittica e l’ambiente del lago costituiscono un patrimonio unitario, indipendentemente dai confini amministrativi. Le regole condivise, ha spiegato, permettono di conciliare l’attività alieutica con la protezione dell’equilibrio naturale.
L’intesa sul Lago d’Orta viene considerata anche un possibile punto di partenza per un coordinamento più ampio sul Lago Maggiore. In quel caso il quadro normativo resta più complesso, perché comprende disposizioni piemontesi e lombarde, la legislazione svizzera e il cosiddetto Codice Borromeo.