Danni agricoli

Grandinata danneggia oltre 60 aziende vitivinicole

Chicchi e raffiche hanno compromesso raccolto e tralci, con effetti attesi anche sulla prossima vendemmia.

Grandinata danneggia oltre 60 aziende vitivinicole

È bastato un temporale di circa 20 minuti, nel tardo pomeriggio di venerdì 7 agosto, per provocare danni ingenti ai vigneti dell’Alto Piemonte. Chicchi di grandine grandi come noci, accompagnati da raffiche di vento fino a 80 chilometri orari, hanno colpito i filari tra Ghemme, Sizzano, Fara Novarese e Briona, spezzando tralci, spogliando le piante e danneggiando grappoli e acini.

Secondo una prima ricognizione del Consorzio Tutela Nebbioli Alto Piemonte, sono oltre 60 le aziende coinvolte, quasi la metà delle circa 140 realtà consorziate. Si tratta soprattutto di piccole imprese a conduzione familiare, tra cantine che vinificano direttamente le uve e produttori che le conferiscono. Le denominazioni più colpite sono la Doc Colline Novaresi, la Fara Doc e la Sizzano Doc; danni sono stati segnalati anche nei vigneti della Docg Ghemme.

Perdite per il raccolto e per le prossime annate

Il fenomeno non ha compromesso soltanto la vendemmia in corso. Gli acini spaccati o segnati dalla grandine sono esposti al deterioramento e la parte di raccolto colpita risulta perduta. Più difficile da valutare nell’immediato è il danno ai tralci, cioè il legno dell’anno dal quale vengono selezionati i capi a frutto per la stagione successiva. Le ferite e le rotture possono ridurre la disponibilità di gemme sane e incidere sulla capacità produttiva fino al 2027.

Il Consorzio stima che il valore complessivo dei danni possa superare i 20 milioni di euro. La valutazione comprende tre diverse componenti: le perdite della produzione di quest’anno, i danni strutturali a impianti e attrezzature e le conseguenze sui tralci, con possibili ripercussioni sulle future potature e vendemmie. L’area interessata, secondo l’organismo di tutela, parte dalle zone sud ed est di Ghemme e arriva a coinvolgere in modo esteso i territori comunali di Fara Novarese, Sizzano e Briona. Il Consorzio segnala inoltre danni in alcune aree di Barengo.

La richiesta di calamità naturale

Alla luce della situazione, il Consorzio chiede l’attivazione dello stato di calamità naturale per le aree colpite e l’individuazione di risorse destinate alle aziende agricole. La richiesta si inserisce nelle attività già avviate dai Comuni, dalla Provincia di Novara e dalla Regione Piemonte, che hanno effettuato sopralluoghi e aperto i primi tavoli di confronto.

L’organismo sollecita garanzie sul finanziamento del Fondo di Solidarietà Nazionale previsto dal decreto legislativo 102 del 2004, indicato come lo strumento attraverso il quale Stato e Regioni possono sostenere le imprese agricole colpite da eventi calamitosi. L’appello è rivolto al presidente della Regione Alberto Cirio, all’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni e al ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Il presidente del Consorzio, Andrea Fontana, chiede inoltre un sopralluogo diretto nei territori coinvolti, insieme alle aziende e alle amministrazioni locali.

Accanto agli interventi economici, il Consorzio annuncia l’intenzione di rafforzare nei prossimi mesi le attività di promozione turistica ed enologica dell’area. L’obiettivo dichiarato è sostenere la ripartenza del comparto e mantenere l’attenzione sui territori e sulle denominazioni colpite dalla grandinata.