Un medico di medicina generale è stato aggredito nello studio in cui riceve i pazienti. È accaduto a Cerano, durante il normale orario di visita: il dottor Mauro Porzio sarebbe stato colpito con diversi schiaffi da un assistito, al termine di una discussione sulla ricetta di un farmaco.
Secondo quanto riferito, la vicenda è stata resa nota martedì 4 agosto 2026. All’origine del confronto c’era una spiegazione di natura burocratica. Il paziente aveva chiesto un medicinale e il sanitario gli aveva comunicato che, in base alle recenti disposizioni normative, il prodotto doveva essere pagato.
La lite davanti agli altri pazienti
L’uomo si è presentato nell’ambulatorio e, davanti alle persone che attendevano in sala d’aspetto, ha iniziato a insultare il medico. La discussione è poi degenerata in un’aggressione fisica: oltre agli schiaffi, al dottor Porzio sono stati rotti gli occhiali. Il professionista, che si muoveva con l’ausilio delle stampelle per i postumi di un recente intervento chirurgico, non avrebbe avuto la possibilità di reagire o di proteggersi.
A interrompere l’aggressione sono stati alcuni pazienti presenti nello studio. Hanno aiutato il medico a sedersi e hanno chiamato il 112, chiedendo l’intervento dei soccorsi sanitari. Porzio è stato accompagnato al pronto soccorso, dove gli sono state riscontrate lesioni giudicate guaribili in pochi giorni.
La denuncia ai carabinieri
Dopo essere stato dimesso dall’ospedale, il sanitario si è recato alla caserma dei carabinieri di Trecate e ha presentato una denuncia formale nei confronti dell’aggressore. Sul caso, nel testo diffuso, non vengono riportati ulteriori provvedimenti a carico dell’assistito.
L’episodio ha riacceso il tema della sicurezza negli studi dei medici di base nel Novarese. Federico D’Andrea, presidente dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Novara, ha commentato: «Questa volta si è passato il segno: un medico di medicina generale ha dovuto far ricorso alle cure del pronto soccorso dopo essere stato malmenato da un paziente».
D’Andrea ha inoltre ricordato che il problema delle intimidazioni e delle aggressioni ai sanitari non sarebbe isolato. Alla fine del 2018, l’Ordine aveva sottoposto ai colleghi un questionario sul tema: il 36% dei partecipanti aveva dichiarato di essere stato oggetto di minacce o aggressioni. «Sono passati otto anni e la situazione è, se possibile, ancora peggiorata», ha aggiunto il presidente, chiedendo l’individuazione di soluzioni adeguate da parte degli enti competenti.