Due persone sono morte in provincia di Novara dopo aver contratto il virus West Nile. La prima vittima, un ottantenne del quartiere Sacro Cuore, un ex dipendente di banca, non si era mai allontanato dal Novarese prima dell’insorgere dei sintomi. La seconda vittima, un uomo di oltre 85 anni, è deceduta nel corso dell’ultimo fine settimana.
Il bilancio dei contagi in provincia
Oltre ai due decessi, cresce anche il numero delle infezioni accertate nel territorio provinciale: i casi ufficiali sono al momento nove, a cui se ne aggiungerà a breve un decimo in fase di conferma diagnostica. Le manifestazioni più gravi colpiscono in prevalenza soggetti anziani o con quadri di salute già compromessi. La gran parte dei contagi passa tuttavia inosservata, manifestandosi con sintomi simili a un’influenza o senza alcun disturbo.
“Come sappiamo, questi casi che arrivano all’attenzione sono la punta dell’iceberg – spiega Edoardo Moia, direttore del Servizio di Igiene e Sanità Pubblica (Sisp) dell’Asl di Novara – sono quelli che arrivano alla clinica perché l’interazione tra il virus e l’organismo è tale per cui genera una malattia. Sotto a queste manifestazioni ce ne sono altre sempre cliniche ma molto modeste, simili influenzali, e al di sotto un buon 80% di infezioni”.
Disinfestazioni obbligatorie e raccomandazioni
Per la seconda persona deceduta non è stato possibile effettuare l’indagine epidemiologica preventiva sulla storia recente degli spostamenti, poiché la notifica del contagio è pervenuta alla sanità pubblica solo a decesso avvenuto. Il virus West Nile non si trasmette tra esseri umani, ma esclusivamente attraverso la puntura delle zanzare. Dopo ogni notifica, l’Asl trasmette la segnalazione alla Regione per far scattare gli interventi di disinfestazione nelle aree frequentate dai pazienti.
L’aumento dei contagi ha portato l’azienda sanitaria ad attivare anche una misura straordinaria di prevenzione: la prescrizione obbligatoria di disinfestazioni adulticide in occasione di sagre, feste ed eventi pubblici all’aperto che richiamano molte persone. Si tratta di un intervento di contenimento in emergenza per limitare la circolazione dell’insetto vettore.
Il caldo eccezionale di queste settimane sta favorendo la proliferazione delle zanzare. Dall’Asl ricordano che le larve si sviluppano soprattutto nei piccoli ristagni d’acqua stagnante riscaldati dal sole. “Finché non c’è un ritorno a un clima normale, adesso è una fase più pericolosa del normale”, avverte il dott. Moia. Tra le raccomandazioni rivolte ai cittadini ci sono l’uso frequente di repellenti e la manutenzione degli spazi privati: occorre svuotare regolarmente sottovasi, secchi, bidoni per l’irrigazione degli orti e piscinette da giardino in cui l’acqua non viene rinnovata.