Comfort Akande, esponente di Liberazione e Speranza, ha rivolto un messaggio alla cittadinanza di Novara in occasione della Giornata Europea contro la Tratta degli Esseri Umani, celebrata il 18 ottobre. Al centro dell’intervento ci sono le difficoltà affrontate dalle persone che riescono a uscire dai circuiti dello sfruttamento e il rischio che, dopo la violenza subita, debbano confrontarsi anche con il pregiudizio.
Nel messaggio viene sottolineato come la tratta rappresenti una realtà spesso invisibile, segnata da storie di sopraffazione e profonde ferite. La denuncia delle ingiustizie, secondo Akande, deve essere accompagnata da un’attenzione concreta alla fase successiva, perché chi si lascia alle spalle lo sfruttamento può essere colpito una seconda volta dalla diffidenza della società.
Oltre il trauma
La discriminazione, prosegue il documento, nasce anche quando una persona viene identificata esclusivamente con il trauma vissuto o con la propria origine. Chi è sopravvissuto alla tratta viene invece descritto come una persona con desideri, capacità e la possibilità di riprendere in mano la propria esistenza. Il passato, si osserva, non dovrebbe diventare un marchio permanente, ma un punto da cui ripartire.
Una particolare attenzione è dedicata al ruolo delle scuole, indicate come i primi luoghi in cui imparare il rispetto verso chi ha una storia diversa. Nel testo si richiama anche il tema delle recenti norme che fissano un limite alla percentuale di studenti stranieri nelle classi. Per Akande, la diversità non dovrebbe essere considerata una misura da contenere o un problema da amministrare, ma un’occasione di crescita reciproca.
Opportunità concrete
Il messaggio chiede quindi che l’accoglienza a Novara si traduca in percorsi formativi e lavorativi dignitosi, in condizioni di inclusione e in una comunità capace di guardare oltre le ferite del passato. L’obiettivo indicato è costruire opportunità reali per le persone che hanno concluso il percorso di uscita dallo sfruttamento.
L’appello è rivolto alle istituzioni, alle scuole, al tessuto produttivo e ai cittadini. La richiesta è di scegliere comprensione e opportunità al posto del pregiudizio, affinché la città possa diventare un luogo in cui la storia personale non definisca per sempre una persona, ma rappresenti l’inizio di un percorso verso dignità e libertà.