Da ex macello a spazio dedicato alla cultura e all’inclusione. È stato inaugurato il 26 settembre 2026, ad Arona, il Museo d’arte moderna e contemporanea Fanny Usellini, realizzato nell’ambito di un progetto promosso dall’amministrazione comunale guidata da Alberto Gusmeroli.
L’intervento ha consentito di recuperare un complesso risalente ai primi anni del Novecento, mantenendone il valore storico e architettonico e trasformandolo in una struttura accessibile e multifunzionale. L’area si estende per circa 1.770 metri quadrati, tra edifici e cortile esterno, e ospita la collezione permanente, mostre temporanee, laboratori, attività educative, eventi e iniziative rivolte all’inclusione sociale.
Un investimento da oltre due milioni di euro
La realizzazione del museo ha richiesto un investimento complessivo di 2 milioni e 191mila euro. Il finanziamento comprende 900mila euro messi a disposizione da Fondazione Cariplo, 560mila euro dalla Regione Piemonte e 731mila euro dal Comune di Arona. Nel quadro economico sono inclusi anche 110mila euro per gli arredi interni, mentre Enel Cuore, attraverso la cooperativa sociale Il Ponte, ha sostenuto gli arredi del Bar-Ristoro.
Il patrimonio esposto conta 556 opere tra dipinti e sculture, donate dalla famiglia Sansone-Usellini. La collezione comprende lavori di artisti italiani, francesi e americani, con una presenza significativa di autori legati al Futurismo degli anni Venti e Trenta, insieme ad altre espressioni dell’arte moderna e contemporanea. Il museo è intitolato a Fanny Usellini Sansone, figlia del pittore Gianfilippo Usellini, artista legato ad Arona, e moglie dello storico e critico d’arte Luigi Sansone.
Laboratori e percorsi di inclusione
Il complesso è stato concepito anche come un polo di inclusione sociale, nel quale attività culturali, educazione e welfare convivono. I ragazzi dei servizi Cad, del Centro diurno Brum e dell’Educativa territoriale del Comune di Arona partecipano alla gestione e alla vita della struttura attraverso laboratori, percorsi formativi, accoglienza dei visitatori ed esperienze orientate all’inclusione sociale e lavorativa.
La cooperativa sociale Il Ponte gestisce il bar sociale, la biglietteria, l’accoglienza e alcuni servizi operativi. Dalla coprogettazione è nato anche il progetto NoveCentro, pensato come uno spazio aperto alla città capace di riunire funzioni culturali, sociali ed educative. Il Bar-Ristoro è inoltre destinato a sostenere percorsi di inserimento lavorativo, borse lavoro ed esperienze formative per persone con disabilità nei settori dell’accoglienza e della ristorazione.
Un edificio del complesso è riservato alle attività artistiche, teatrali e musicali rivolte a persone con disabilità, giovani, famiglie e scuole. La collaborazione con il liceo Fermi di Arona prevede il coinvolgimento degli studenti nei percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, nelle attività di accoglienza, nella mediazione culturale e nelle visite guidate.
Il cortile e gli spazi esterni dell’ex macello saranno utilizzati come una piazza culturale aperta alla comunità, con iniziative quali cinema all’aperto, teatro, concerti, presentazioni di libri, incontri con autori, festival e performance multidisciplinari.