Libreria Ubik

A Novara un incontro sul De André poeta e uomo

Il curatore Giovanni A. Cerutti dialogherà con Roberto Spano venerdì 18 settembre alle 18, presentando il volume dedicato al cantautore genovese.

A Novara un incontro sul De André poeta e uomo

Venerdì 18 settembre alle 18, la libreria Ubik di Novara, in corso Italia 25, ospiterà la presentazione del volume De André il corsaro, dedicato alla figura artistica e umana di Fabrizio De André. L’iniziativa proporrà una riflessione sulla poetica del cantautore genovese e sui rapporti che hanno caratterizzato la sua vicenda personale e culturale.

Le testimonianze raccolte nel volume

Il libro, pubblicato da Interlinea in occasione dei trent’anni dall’uscita di Anime salve, raccoglie i ricordi e le testimonianze di Fernanda Pivano, Cesare G. Romana e Michele Serra, autori che hanno conosciuto da vicino De André. Il volume ricostruisce così alcuni aspetti del suo percorso attraverso gli sguardi di persone che ne hanno seguito l’attività e la crescita artistica.

All’incontro parteciperà il curatore Giovanni A. Cerutti, storico e direttore della Fondazione Marazza di Borgomanero, che dialogherà con Roberto Spano. La presentazione offrirà l’occasione per approfondire i contenuti della pubblicazione e il lavoro di ricerca svolto per collegare la storia dell’artista al contesto territoriale.

Il legame con il territorio

Una parte inedita del volume è infatti costituita dal saggio firmato da Cerutti, dedicato ai legami, finora poco noti, delle famiglie De André e De Gregori con l’area compresa tra il Cusio e la Valsesia. L’indagine storica amplia il racconto oltre la produzione musicale e mette in evidenza i rapporti tra le due famiglie e il territorio del Novarese e delle zone vicine.

Il titolo del libro richiama una citazione di Samuel Bellamy utilizzata da De André nell’esergo dell’album Le nuvole: Io sono un principe libero e ho altrettanta autorità di fare la guerra al mondo intero quanto colui che ha cento navi in mare. L’immagine viene collegata alla scelta di percorrere la cattiva strada come spazio distante dal potere, vicino agli ultimi e ispirato a un’etica anarchica. L’appuntamento di Novara consentirà quindi di rileggere l’opera del cantautore attraverso la memoria, la ricerca storica e il rapporto con il territorio.