Mercoledì 23 settembre 2026, alle 2:04 ora italiana, si verificherà l’equinozio d’autunno, l’istante che concluderà ufficialmente l’estate astronomica. Non si tratta di un’intera giornata, ma di un momento preciso legato alla posizione della Terra rispetto al Sole.
Il significato dell’equinozio
Con l’equinozio, la durata del giorno e quella della notte risultano sostanzialmente uguali, circa 12 ore ciascuna. Il termine deriva dal latino aequa nox, espressione che significa notte uguale al dì e richiama proprio l’equilibrio tra le ore di luce e quelle di buio.
Durante il fenomeno, il Sole si trova in corrispondenza dell’Equatore e la radiazione solare raggiunge quella zona in modo perpendicolare. Il circolo di illuminazione, cioè il confine tra la parte illuminata e quella in ombra del pianeta, passa inoltre per i poli terrestri, dividendo la Terra in due porzioni comparabili di luce e buio.
Dopo il 23 settembre
Dal momento dell’equinozio, nell’emisfero settentrionale le ore di luce inizieranno progressivamente a diminuire, mentre le notti diventeranno via via più lunghe. Questo andamento proseguirà fino al solstizio d’inverno, associato al giorno più corto dell’anno.
La variazione stagionale dipende dal movimento della Terra attorno al Sole e dalla naturale inclinazione dell’asse terrestre. Se ci si trovasse all’Equatore durante l’equinozio, a mezzogiorno il Sole apparirebbe esattamente sopra la testa: una conseguenza della particolare geometria che caratterizza questo passaggio astronomico.